TRENTO FILM FESTIVAL E MONTAGNALIBRI 2011
BOLZANO
MONTAGNA,SOCIETA’,CINEMA,LETTERATURA.
http://www.trentofestival.it/it/index.htm
IL TRENTOFILMFESTIVAL A BOLZANO.
Dal 22 settembre al 2 ottobre 2011 l’appuntamento con MontagnaLibri;
una serata con l’alpinista Elio Orlandi; due incontri con il cinema di montagna;
maratona letterariadedicata ad Alexander Langer;
una mostra fototgrafica di Alberto Bregani al Fotoforum.
«La manifestazione “TrentoFilmfestival a Bolzano” è una grande occasione di interscambio per la nostra città. Oltre a cementare importanti collaborazioni tra le associazioni cittadine, il festival dà vita a un prezioso gemellaggio culturale con la città di Trento, vicina a Bolzano nel rapporto privilegiato con la montagna. Il festival è in grado di dare un grande contributo nel trasmettere la conoscenza e la passione per il mondo e la cultura di montagna, che è ciò che più ci sta a cuore» ha aperto così stamattina la conferenza stampa di presentazione di TrentoFilmfestival a Bolzano Patrizia Trincanato, Assessore alla Cultura del Comune di Bolzano.
«Attraverso gli strumenti del cinema e della letteratura e le emozioni che riescono a veicolare vorremmo avvicinare soprattutto i giovani alla montagna. Un terreno su cui le città di Trento e Bolzano stanno lavorando e devono continuare a lavorare, puntando su questi due appuntamenti dedicati al mondo delle vette» ha aggiunto Egidio Bonapace, presidente del TrentoFilmfestival.
Augusto Golin, curatore di TrentoFilmfestival a Bolzano, è poi entrato nel dettaglio degli eventi in programma: «La città di Bolzano ospiterà all’interno della rassegna editoriale MontagnaLibri, una maratona di lettura dedicata ad Alexander Langer, un appuntamento con l’alpinista Elio Orlandi, la mostra fotografica di Alberto Bregani, incontri letterari e, immancabili in questa ricco carnet, due serate con il cinema di montagna».
Il sindaco di Bolzano, Luigi Spagnolli, ha concluso: «La nostra partecipazione ha una valenza che va al di là delle iniziative organizzate. Siamo molto felici della collaborazione con la città di Trento e di ospitare una kermesse in cui crediamo molto, che ha come protagonista la montagna, una componente del nostro modo di essere, che ha formato il nostro carattere tenace, sempre presente nel nostro quotidiano.”
MONTAGNALIBRI 2011
Libri ancora sempre nonostante tutto
La crisi economica che ha colpito tanti settori produttivi in tutto il mondo ha toccato anche l’editoria, e il settore della montagna, come potrete notare dal catalogo di MontagnaLibri di quest’anno, ne ha sofferto come tutti gli altri: non è solo il ramo dell’editoria a subire un calo di vendite e di conseguenza anche di pubblicazione, anche se è vero che da diversi anni ormai si lamenta una diminuzione di novità in questo campo. Ma questo dipende dal fatto che l’alpinismo si è trasformato; mentre nel passato le grandi imprese si svolgevano lontano dai mezzi di comunicazione e il libro della loro storia, nella forma classica del recit d’ascension, era molto attesa da un pubblico di appassionati, ora si possono seguire giorno per giorno salite su grandi montagne lontane e le emozioni, che una volta erano concentrate in un volume, adesso si consumano in tempo reale nello spazio dell’impresa stessa. Magari alla fine verrà pubblicato ugualmente un libro su quell’ascensione o spedizione, ma non è la stessa cosa.
Inoltre il pubblico di lettori dei libri di montagna si è allargato, gli editori specializzati sono diminuiti o hanno rinunciato a un catalogo troppo specialistico, e soprattutto è sempre più frequente che libri di alpinismo vengano pubblicati anche da editori generici, con grande vantaggio degli autori che hanno l’occasione di rivolgersi a un pubblico più vasto e di vendere più copie. Il grande editore però tende a pubblicare, più che libri “di montagna” intesi in senso tradizionale, libri che hanno la montagna come sfondo di vicende sensazionali che si prestano a grossi scoop pubblicitari. E’ il caso di 127 ore di Aron Ralston, per fare un esempio: una storia di sopravvivenza che ha l’arrampicata come pretesto ma che tutto sommato avrebbe potuto svolgersi in altro ambiente e in un’altra circostanza anziché in un canyon durante un’arrampicata. Sta di fatto che se fosse stato pubblicato in una collana “di montagna” sarebbe stato letto al massimo in qualche migliaio di copie invece di raggiungere il successo internazionale che ha avuto.
Best seller di questo tipo tuttavia sono piuttosto rari, e a parte i libri di alpinisti molto famosi sui quali l’editore è sicuro di poter vendere grosse tirature, oppure libri illustrati che funzionino da strenna, bisogna ancora contare sugli editori rimasti ad occuparsi di libri di montagna.
Per contro si stanno moltiplicando in tutti i campi i piccoli editori coraggiosi e intraprendenti e si stanno sviluppando nuove forme di pubblicazione e di distribuzione, per cui il libro, questo eterno moribondo, ce la farà ancora una volta a riprendersi. E anche il libro di montagna si riprenderà, magari in forme diverse, come l’alpinismo che ha attraversato numerosi stadi di trasformazione dall’era eroica a quella mediatica ma in fondo non ha mai perso il suo spirito e continua ad essere oggetto di passione di molti e di attenzione da parte di masse che un tempo lo ignoravano.
Mirella Tenderini
